I Ghirardi giorno dopo giorno / The Ghirardi day after day


La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi occupa seicento ettari di prati, boschi e torrenti
nell'alta Val Taro, sull'Appennino parmense.

È la casa di innumerevoli specie di animali, piante e funghi; ospita habitat rarissimi e un paesaggio incantevole.

E muta continuamente col passare delle stagioni.


The WWF for Nature Ghirardi Nature Reserve occupies 600 hectares of meadows, woods and streams

in the upper Taro Valley, on the Parma Appennine Mountains of Italy.

It's the home of countless animal, plants and fungi species; it houses very rare habitats and a charming landscape.

And it change continuously as seasons go.

sabato 18 aprile 2009

Up-up-up / Hoop-hoop-hoop


Boccioli di melo domestico Malus domestica Apple blossoms

Sono arrivato a Pradelle alle 10.30, per sistemare le ultime cose prima della Giornata delle Oasi, domani. Nonostante gli 8°C, non faceva freddo, grazie anche al sole che di quando in quando faceva capolino tra le nubi per scottare la pelle.
Mi ha accolto il canto dell'upupa, up-up-up, up-up-up, dal margine del querceto. Un canto simile a quello del cuculo, ma totalmente diverso come voce, sommessa e piatta quella dell'upupa, sonora, echeggiante quella del cuculo. E di cuculi, in canto ce n'erano due uno verso sud, nella pineta, uno a nord, oltre il parcheggio.
Negli alberi, nelle siepi, nei boschetti fioriti del bianco di peri e ciliegi e del rosa dei boccioli dei meli, intorno al Centro Visite, cantavano in tanti: fringuello, luì piccolo, luì bianco, zigolo nero, verdone, rampichino, torcicollo, picchio verde, tottavilla. Da lontano al grido di una poiana rispondeva il gracchiare di una cornacchia.
Un sordo tambureggiare da oltre la pineta ha colpito il mio orecchio. Un secondo, uguale, rispondeva da vicino al parcheggio. Sono salito alla pineta, fermandomi alla rete di recinzione. Il richiamo giungeva da una quercia al margine del campo del Bosco Bruciato. Ho scrutato a lungo i rami, senza riuscire a vedere l'autore. Ma un sonoro, esplosivo ki-ki-ki-ki-ki mi ha confermato la specie, un picchio rosso minore. Ho fatto un altro passo, per cercare di riuscirlo, e da dietro un piccolo dosso è volata via una upupa. Si è posata su un ramo poco lontano e si è messa a guardarmi. Era pallida, molto diversa da come appare nelle foto. Il piumaggio arancione era opaco, come incipriato, mentre le ali, più che bianche e nere, sembravano antracite e gialle. L'uccello non sembrava intimorito, la cresta sempre abbassata, il lungo becco che ogni tanto si spingeva a rassettare un ala. Poi da dietro è arrivato il canto di un maschio e questa, la femmina, è volata via, su un albero più indietro nel bosco.
Stavo per tornare sui miei passi, quando uno sfarfallio sopra di me mi ha fermato. Ho alzato il binocolo, e inquadrato, sulla cima spoglia di un cerro, un giallo maschio di rigogolo. È rimasto un po' li, e poi se ne è andato.
Alle 12 mi ha telefonato Sandro, per dirmi che aveva appena osservato un'aquila reale nell'Ingegna, al margine orientale dell'Oasi, che si era allontanata verso il Pelpi. Ho guardato in quella direzione col binocolo per un po', ma non l'ho vista, solo qualche cornacchia in volo sulla valle.
Ma dopo un'ora e mezza, quasi, alle 13.20, l'ho vista, scura ed enorme, passare alta davanti a Strela, diretta verso valle. L'ho seguita per qualche secondo, poi, passando dietro una quercia vicina, è svanita, come un nero fantasma.

English text coming sooner or later. Sorry for the delay

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