I Ghirardi giorno dopo giorno / The Ghirardi day after day


La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi occupa seicento ettari di prati, boschi e torrenti
nell'alta Val Taro, sull'Appennino parmense.

È la casa di innumerevoli specie di animali, piante e funghi; ospita habitat rarissimi e un paesaggio incantevole.

E muta continuamente col passare delle stagioni.


The WWF for Nature Ghirardi Nature Reserve occupies 600 hectares of meadows, woods and streams

in the upper Taro Valley, on the Parma Appennine Mountains of Italy.

It's the home of countless animal, plants and fungi species; it houses very rare habitats and a charming landscape.

And it change continuously as seasons go.

domenica 22 marzo 2009

Torna il caldo / Warmth again


Fegatella Anemone hepatica Common hepatica

In settimana le rondini sono tornate al nido nella stalla di un'amica ad Albareto.
Quindi avevo qualche speranza di vedere qualche nuovo arrivo all'Oasi quando ci sono arrivato alle 13.30. era sereno, con una lievissima foschia azzurra e una subdola brezza gelida che intirizziva le orecchie mentre il sole scaldava la schiena.
Ma la tempesta di neve di venerdì mattina scorsa, e il freddo di ieri devono aver fermato gli impeti riproduttivi degli uccelli stanziali, perché solo i pettirossi cantavano dalle siepi. Una poiana si è sollevata in cerchi sopra la pineta e poi, d'un tratto, si è tuffata ad ali chiuse verso la testata del Rizzone.
Sono entrato nel bosco presso il quercione caduto, vicino a Cà Segalè, dirigendomi verso il Remolà. Il tappeto di foglie secche era punteggiato, e traforato, da centinaia di piccole anemoni epatiche, piccoli occhi lilla aperti verso il cielo. Qua e là facevano capolino anche alcune primule e pochi ellebori verdi. Al di là degli alberi, sotto le case, c'erano tre daine.
Il sentiero ad un tratto è uscito dal bosco su un dosso pelato e cosparso di ginepri bassi e contorti. Mi sono accoccolato sotto il più grande, spine pungenti sul collo, occhi chiusi sotto il sole che ormai scottava, essendosi dissipato il vento. Ho ascolato il silenzio per un po', scrutandolo in cerca di canti e richiami, inutilmente. Credo di essermi addormentato.
Quando ho aperto gli occhi, c'erano due cornacchie e due ghiandaie intente a pascolare nella parte mediana delle Prebende. Ancora più in basso, quasi vicino alle ghiaie del torrente, cinque daine brucavano in un tratto d'erba verdissima.
Da dietro Cà Cigolara sono apparse due poiane, prendendo quota in ampi cerchi; seguendole col binocolo sono incappato in uno sparviero, ancora più alto. anche lui intento a segnalare la sua presenza con ampi volteggi, per poi dirigersi veloce e dritto in direzione di Caboara.
Erano le 16.30. Sono rimasto ancora un po' ad osservare i prati, senza trovare o udire nulla.
Alle 18.50, quando il sole è calato, ero ormai fuori dai confini, ai prati di Costa dei Rossi. C'erano due censitori dell'ATC 9, in cerca di caprioli. Mi sono unito a loro nello scandagliare i prati lontani attraverso le lenti del binocolo, mi hanno detto che ieri ne hanno visti 15.
Cantavano due pettirossi e, molto di rado, uno zigolo nero. Una decina di cornacchie si è sistemata sulle cime di un paio di roverelle, come per passare la notte. Intanto, nei prati di fronte, oltre il Rizzone, dal bosco sono finalmente usciti sei caprioli, in due gruppi di tre, a pascolare, mentre altri, invisibili, latravano dal folto degli alberi.


Caprioli Capreolus capreolus Roe deers

During the week the swallows have returned to their nest in a barn of a friend in Albareto.
So I had some hope of seeing some new arrival at the Reserve when I arrived there at 1:30 PM. It was cloudy with a slight blue haze; a subtle icy breeze chilled my ears while the sun burned the back of my neck.
But the snow storm on Friday morning and the cold of the last days must have stopped the breeding impulse of sedentary birds, because only the robins were singing from the hedges. A buzzard was raising in circles above the pine plantation and then, at once, closed the wings to dive into the head of the Rizzone valley.
I went into the wood at the fallen big oak near Cà Segalè, heading towards the Remolà creek. The carpet of dry leaves was dotted and pierced by hundreds of small common hepatica flowers, small lilac eyes open toward the sky. Here and there were also some primroses and a few green hellebore. Beyond the trees, under the houses, there were three female fallow deers.
The trail all of a sudden came out of the woods on a bare hill with a few low and twisted junipers. I nestled under the greatest, prickly spines hitting my neck, eyes closed under the burning sun, now that the wind dissipated. I listened to the silence for a while, scanning for songs and calls, to no avail. I believe that I fell asleep.
When I opened my eyes, there were two hooded crows and two jays intented on picking food in the middle of the Prebende long meadow. Farther down, almost near the gravel bed of the stream, five fallow deer were grazing in a stretch of greener grass.
From behind Cà Cigolara appeared two buzzards, rising in wide circles; following them through the binoculars I have stumbled into a sparrowhawk, even higher. It was displaying its presence with large circles, then went fast and straight towards Caboara.
It was 16.30. I stayed a little more to observe the fields, without seeing or hearing anything.
At 6.50 PM, when the sun went down, I was now outside the borders of the Reserve, at the limits of the meadows of Costa dei Rossi. There were two surveyer of ATC 9,the local hunting administration, looking for roe deer to count. I joined them in scanning the distant meadows through the binoculars; they told me that yesterday they have seen 15.
Two robins were singing as, very rarely, was doing a cirl bunting. A dozen hooded crows were perching on the tops of a pair of oak, preparing to spend the night. Meanwhile, in the meadows in the facing hill, beyond the Rizzoni stream, from the wood were finally coming out six roe deer, two groups of three, to graze, while others, invisible, were barking from the woods.

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