I Ghirardi giorno dopo giorno / The Ghirardi day after day


La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi occupa seicento ettari di prati, boschi e torrenti
nell'alta Val Taro, sull'Appennino parmense.

È la casa di innumerevoli specie di animali, piante e funghi; ospita habitat rarissimi e un paesaggio incantevole.

E muta continuamente col passare delle stagioni.


The WWF for Nature Ghirardi Nature Reserve occupies 600 hectares of meadows, woods and streams

in the upper Taro Valley, on the Parma Appennine Mountains of Italy.

It's the home of countless animal, plants and fungi species; it houses very rare habitats and a charming landscape.

And it change continuously as seasons go.

giovedì 12 marzo 2009

Tardo pomeriggio /Late afternoon


Costa dei Rossi dopo il tramonto / Costa dei Rossi after the sunset

Ho passato la mattina con un amico al sito di nidificazione del pellegrino, a pochi chilometri dall'Oasi, osservandone un tentativo di predazione ad una rondine montana, e l'accoppiamento. Sul nido, un corvo imperiale stava già covando.
In mezzo al sentiero, sotto i treppiedi dei nostri cannocchiali, una fatta di lupo.

Sono arrivato all'Oasi alle 14, quando intermittenti folate di vento hanno spinto un velo di nubi sottili a riempire il cielo, sino ad allora limpidissimo. Non si muoveva nulla, ne si sentivano canti. Solo al riparo dei pini cantavano sporadicamente due pettirossi ed un fringuello.
Ho atteso, intirizzito, il calare della sera, battendo col cannocchiale i prati di Cà Cigolara, ma nulla è uscito dal bosco.
Mi sono incamminato fuori dai confini, raggiungendo il limitare dei prati della Coasta dei Rossi, quando il sole tramontava, abbagliante, dietro la collina di Breia. Cantavano pettirosso, tordo bottaccio e zigolo muciatto. Un merlo spiccava, nero, su una siepe lontana. Su una roverella isolata in mezzo al prato, ormai in piena ombra, c'erano oltre venti zigoli neri, appollaiati per la notte, mentre sul versante opposto, a fianco della Ruina, nei campi dorati di tramonto pascolavano una decina di cesene.


I spent the morning with a friend at the nesting site of the peregrine falcon, not far from the Reserve, observing an attempt to prey on a rock martin and the mating. On the nest, a raven was brooding over.
In the middle of the path, under the tripods of our telescopes, there was the scat of a wolf.

I arrived at the Reserve at 2 PM 14, when intermittent gusts of wind had prompted a thin veil of clouds to fill the sky, until then cristal clear. Nothing was moving, nor singing. Only under the cover of the pines sang sporadically two robins and a chaffinch.
I waited, chilling, the coming of the evening, observing with the telescope the Cà Cigolara meadows, but nothing came out of the woods.
I walked away from the borders of the Reserve, reaching the edge of the meadows of Costa dei Rossi right when the sun was setting, dazzling, behind the Breia hill. A robin, a song trush and a cirl bunting were all singing. A blackbird stood out on a distant hedge. On a lone oak in the middle of the meadow, now in full shade, there were over twenty cirl buntings, perched for the night, while on the opposite side of the valley, in the fields of Ruina, tinted of golden by the sunset, were grazing ten fieldfares.

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