I Ghirardi giorno dopo giorno / The Ghirardi day after day


La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi occupa seicento ettari di prati, boschi e torrenti
nell'alta Val Taro, sull'Appennino parmense.

È la casa di innumerevoli specie di animali, piante e funghi; ospita habitat rarissimi e un paesaggio incantevole.

E muta continuamente col passare delle stagioni.


The WWF for Nature Ghirardi Nature Reserve occupies 600 hectares of meadows, woods and streams

in the upper Taro Valley, on the Parma Appennine Mountains of Italy.

It's the home of countless animal, plants and fungi species; it houses very rare habitats and a charming landscape.

And it change continuously as seasons go.

giovedì 19 febbraio 2009

L'inverno persiste / Winter is staying


Il Rizzone

Quando sono sceso dall'auto alla sbarra il termometro segnava -7°. Erano le 9.40, una tramontana gelida soffiava a intermittenza incanalandosi nel varco della strada tra i cerri.
Sono sceso nella pineta, in cerca di quiete; le chiome sempreverdi dei pini neri, in parte spezzati o abbattuti dal vento di Novembre, facevano da barriera al vento permettendo al sole di creare tepore, tanto da sciogliere il terreno ghiacciato.
Dal folto dei rami giungevano i richiami di picchio rosso maggiore, rampichino, cincia dal ciuffo e fringuello.
Verso le 14 sono tornato sulla strada, ancora il vento soffiava gelido, e non si udivano richiami, ne si vedeva volare alcun uccello. Solo dieci daini se ne stavano a pascolare sotto Case Ghirardi.
Il Rizzone scorreva gorgogliando sotto una crosta ricamata di ghiaccio. Sulle sponde, i cornioli mostravano gemme rigonfie, pronte ad aprirsi nei fiori giallo zolfo, se solo le temperature si alzassero.
Sono salito sino a Pradelle senza incontrare animali, solo le impronte di pochi cinghiali sulle chiazze superstiti di neve.
Al bivio del Bosco Bruciato, una poiana è uscita dal castagneto per fiondarsi rapida nel cerreto di fronte, appena fuori dai confini dell'Oasi. Erano le 15.30.

When I got off the car, near the gate, it was 7°C below zero. It was 9.40 AM, a chilling north wind was intermittently blowing, channeling inside the road gap between the Turkey oaks.
I went down to the pinewood, looking for a quieter air; the evergreen foliage of the Austrian pines, some of them broken or beaten by November storm, formed a barrier to the wind, allowing the sun to create warmth, so much to melt the frozen ground.
From the deep of the branches came calls of great spotted woodpecker, short toed treecreeper, crested tit and chaffinch.
Around 2PM I came back on the main road, again the wind was blowing hard, and no calls was to be heard, nor any birds was flying. Only ten fallow deers were grazing below Case Ghirardi.
The Rizzone creek was flowing and bubbling under an embroidered crust of ice. On the banks, the cornels had swollen buds ready to open into sulfur yellow flowers, if only the temperature would rise.
I climbed up the hill to Pradelle without crossing any animal, I saw only the footprints of a few wild boars on small persisting patches of snow.
At the junction of Bosco Bruciato, a buzzard left the chestnutto fly very fast inside the facing oakwood, just outside the borders of the Reserve. It was 15.30.

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