I Ghirardi giorno dopo giorno / The Ghirardi day after day


La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi occupa seicento ettari di prati, boschi e torrenti
nell'alta Val Taro, sull'Appennino parmense.

È la casa di innumerevoli specie di animali, piante e funghi; ospita habitat rarissimi e un paesaggio incantevole.

E muta continuamente col passare delle stagioni.


The WWF for Nature Ghirardi Nature Reserve occupies 600 hectares of meadows, woods and streams

in the upper Taro Valley, on the Parma Appennine Mountains of Italy.

It's the home of countless animal, plants and fungi species; it houses very rare habitats and a charming landscape.

And it change continuously as seasons go.

domenica 31 agosto 2014

Sul M. Gottero

La Riserva Naturale dei Ghirardi nasce, tra i vari auspici, con anche quello di promuovere la necessità di tutelare l'ambiente e il territorio dell'Appennino Ligure Emiliano, unico tratto di crinale, nella nostra regione, a non essere protetto da un parco regionale e anche uno dei pochi macro-paesaggi italiani a non avere un parco nazionale (mentre l'Appennino Tosco Emiliano-romagnolo ne ha ben due).
Inauguriamo con una salita al M. Gottero una serie di escursioni fuori dagli stretti confini della Riserva dei Ghirardi alla scoperta della natura del tratto di Appennino tra il Passo della Cisa e... in teoria il Col di Cadibona ...ma per ora ci limiteremo alle cime parmensi-piacentine...
;-)

Il Gottero ha fatto al piccolo ma deciso gruppo di appassionati il solito scherzo: la montagna affacciata sul Mar Ligure spesso è avvolta da nubi e vapori che si sollevano dal mare, e determinano la rigogliosa vegetazione di questa parte di crinale, dove nella faggeta vegetano specie atlantiche come l'agrifoglio e alpine come l'azzurra cicerbita, e il meraviglioso panorama che spazia dalle isole mediterranee alle cime alpine tra il Monviso e il Monte Baldo è rimasto precluso.
Ma le piccole meraviglie della natura hanno compensato la delusione: gli agili balzi della rana temporaria nel sottobosco, la piccola e rara Huperzia selago, le abbondanti marcature del lupo cacciatore di cinghiali, le estese fioriture di genziana di esculapio e aconito di Lamarck, la ripida muraglia della morena glaciale rissiana... E non solo della natura: le piazzole dei carbonai, la croce installata nel 1933 anche dal trisnonno dei bimbi partecipanti all'escursione, i cippi confinari messi da Maria Luigia hanno raccontato la storia di generazioni di donne e uomini vissute su queste montagne.





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