I Ghirardi giorno dopo giorno / The Ghirardi day after day

La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi occupa seicento ettari di prati, boschi e torrenti
nell'alta Val Taro, sull'Appennino parmense.
È la casa di innumerevoli specie di animali, piante e funghi; ospita habitat rarissimi e un paesaggio incantevole.
E muta continuamente col passare delle stagioni.

Gli eventi della Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi

Nel calendario qui sotto trovate tutti gli eventi in programma nel territorio della Riserva aperti al pubblico, sia quelli organizzati dal WWF Parma o dai parchi del Ducato, sia quelli organizzati da terzi che ci sono stati comunicati.

Potete cliccare su ogni evento per leggerne il programma. La maggior parte degli eventi sono su prenotazione, in caso di annullamento per maltempo o altre cause, i partecipanti verranno prontamente avvisati. Per gli eventi a libera partecipazione, si consiglia di controllare questa pagina prima dello svolgimento, per eventuali comunicazioni dell'ultimo minuto.





10 maggio 2009

Un giorno tra amici / A beautiful day among friends


Orchis purpurea Lady orchid

Il sole splendeva quando sono arrivato a Pradelle alle 9. Ero in attesa di un gruppo di amici fotografi, e con sorpresa ho trovato uno di loro già ad attendermi. Ci siamo incamminati lungo la strada per il Bosco Bruciato, sotto le querce dai rami coperti di foglie mezze aperte e di amenti grondanti di polline.
Tra i rami i due maschi di rirgogolo si inseguono, frecce colorate su traiettorie contorte. Un luì bianco canta tra i rami dei pini, sull'altro lato della strada a cantare, tra i rami di un orniello è un luì piccolo. I rami dei pini sono carichi di nidi di processionaria su rami ormai quasi spogli di aghi, ma di bruchi non ne vedo nemmeno uno.
Lontano canta un cuculo.
Dopo il bivio del Bosco Bruciato ci sono molte orchidee, soprattutto Orchis purpurea, decine di scapi tra l'erbetta di un ginepreto. C'è anche una Ophrys bertoloni, e alcune Platanthera bifolia con solo qualche fiore basale fiorito. nel boschetto di castagni ci sono anche alcune Cephalanthera longifolia in boccio.
Andiamo oltre, lasciamo il confine dell'Oasi e saliamo tra i campi. Due tortore selvatiche volano dal sentiero. Cantano un paio di tottaville ed una allodola alte nel cielo, mentre da una siepe di prugnoli e rovi ingarbugliati arriva un chiacchiericcio aspro, simile ma non proprio a quello di una sterpazzolina. Inquadro il punto con il binocolo, disilluso in partenza di riuscire a vedere una silvia certamente schiva e beffarda, ma invece c'è un uccellino chiaro e paffuto, dal visibilissimo sopracciglio bianco: un forapaglie. Non ho mai visto questo uccellino dei canneti, certamente in sosta nella sua migrazione. Lo seguo per qualche minuto, indaffarato a saltare dentro e fuori dall'intrico di rami, finchè una telefonata dagli amici in arrivo ci riporta sui nostri passi, verso il Centro Visite.
La giornata è poi scivolata via tranquilla e piacevole, tra scambi di attrezzatura, sorvoli di gruccioni, fotografia alle orchidee, pranzo a Porcigatone e passeggiata finale a Case Ghirardi tra i maggiociondoli in fiore.


Maggiociondolo Laburnum anagyroides Common laburnum


Pentaxiani.it meeting

The sun was shining when I arrived at Pradelle at 9:00 AM. I was waiting for a group of friends, photographers, to arrive at 10:00, but to my surprise I found one of them already there. We took a walk along the road to Bosco Bruciato, under the oak branches covered with half-open leaves and pollen dripping catkins.
Among the branches two oriole males are chasing each other, back and yellow arrows on twisted paths. A Bonelli's warbler sings in the branches of the black pines, while on the other side of the road is a chiff-chaff to sing on a manna-ash tree. The branches of the pines are loaded with nests of processionary and almost bare of needles, but I don't see any caterpillars.
A cuckoo sings away.
After the junction of Bosco Bruciato there are many orchids, especially Lady Orchids, dozens in a small patch of grass btween the road and junipers bushes. There is also a Bertoloni's Bee Orchid and some Lesser Butterfly-orchid with only a few basal flower in bloom. In the chestnut grove there are also some Sword-leaved Helleborine just opening up.
Continuing the walk, we leave the border of the Reserve and go up through the fields. Two turtle doves fly away from the path. Two woodlark and a skylark sing high in the sky, while from a hedge of blackthorn and tangled brambles we hear a harsh chatter, similar but not quite the one of a subalpine warbler. I aimed the binoculars, disillusioned to be able to see a warbler certainly mocking and hiding, but instead there is a bright and plump bird, with a prominent white eyebrow, a sedge warbler. I've never seen this reedbed bird before, surely on a stop from its migration. I follow him for a few minutes, busily jumping in and out from the tangled bushes, until a phone call from the incoming friends bring us back on our steps, toward the visitor center.
The day is then slipped away quietly and pleasantly, including exchanges of equipment, overflights of bee-eaters, shooting photos to the orchids, lunch at Porcigatone and a final walk to Case Ghirardi under Common Laburnums in bloom.

02 maggio 2009

Pomeriggio di sole / Sunny afternoon


Anemone trifolia

Sono stato a Pradelle per qualche ora questo pomeriggio, con la Lia e alcuni amici. Era caldo e assolato, e la migrazione era in corso, ogni tanto uno o due gruccioni passavano sul bosco graculando.
Abbiamo fatto un breve giro nel castagneto alle spalle del parcheggio, fermandoci a guardare una merla sul nido, a seguire le grosse orme di un daino nel fango del sentiero, attraverso un sottobosco bianco di anemone trifogliata e sotto le foglie nuove, bronzee e accartocciate dei pioppi tremoli. Tornando indietro, dal bivio verso Pradelle, abbiamo levato una tortora selvatica dal margine del campo arato.

I was at Pradelle for a few hours this afternoon, with my daughter Lia and some friends. It was warm and sunny, and the migration was in progress, sometimes one or two bee-eaters passed gurgling above the forest.
We did a short tour in the chestnut wood behind the parking lot, stopping by a backbird nest, following the big tracks of a fallow deer in the mud of the path, crossing through an undergrowth of
Anemone trifolia and under the new bronze and curling leaves of aspens. Returning back from the crossroads towards Pradelle, we startled a turtle dove from the edge of the plowed field.

01 maggio 2009

Un giorno di pioggia, sole e rapaci / A day of rain, sun and raptors


Orchis morio e Anthillis vulneraria Green-winged Orchid and Kidney vetch

Sono entrato nell'Oasi da Porcigatone verso le 11.30, dopo ore di pioggia sferzante e di temperatura gelide, quando le nubi si sono squarciate, iniziando da ovest, ed il sole si è riversato sulla valle bianco e bruciante.
Brillanti e madide di pioggia, nel prato davanti alla chiesa di peoicigatone splendevano decine e decine di Orchis morio, intrecciate ai fiori della vulneraria. Gialli e rosa, poco più avanti, sotto i castagni, erano pochi scapi di Dactylorhiza sambucina. All'ingresso dell'Oasi, dopo Case Paganini, il sottobosco, luminoso sotto i pochi alberi rimasti dopo il taglio dello scorso anno, è intessuto di bianchi Anemone trifolia e sporadiche superstiti fegatelle.
Mi sono seduto sulla balconata di roccia affacciata sul canal Guasto. Di fronte, il M. Pelpi emergeva dalle nubi spazzate via da un vento lontano e non percepiblie a terra, verde in alto del colore delle nuove tenere foglie dei faggi, marrone in basso dei rami ancora spogli dei castagni. Lo stesso verde tenero era sotto di me, sotto lo strapiombo ai miei piedi, il verde delle foglie di un faggio, quasi alieno a quote così basse, che emergeva tra i carpini neri appena ornati di gemme.
Il ritorno del sole dopo la pioggia inodnava il bosco di canti di uccelli. Codirossi, cuculi, fringuelli, capinere, rampichini,cinciallegre. Improvviso, il roco gracidio di due gruccioni ha portato un brivido d'estate, subito passato con il loro allontanarsi.
Mi sono fermato al margine del primo prato. Una tottavilla cantava imvisibile, ma ad attirare il mio sguardo sono stati tre piccoli uccelli sul ramo nudo di una quercia. Li ho inquadrati nel cannocchiale. I piccoli petti color camoscio striati di nero brillavano al sole. Tre prispoloni, pronti ad occupare li loro territorio qui nell'Oasi, così fuori posto, così troppo in basso quanto il solitario faggio del Canal Guasto.
Nelle nubi squarciate ho visto volare quattro rapaci. Erano i primi pecchiaioli dell'anno, non ancora quelli che si fermeranno a a nidificare qui, bensì individui nella loro migrazione verso nord. Il loro passaggio ha suscitato la curiosità di una poiana, che ha lasciato un albero sul remolà per seguirli, stando più bassa di qualche centianaio di metri. Dopo un po', esaurita la curiosità, è tornata indietro.
Le pietre bagnate dei tetti di Case Ghirardi mandavano barbigli di luce riflessa. Intorno alle case, i prati erano colorati dai primi fior di cuculi, dal blu della prima salvia, da migliaia di ranuncoli gialli e centinaia di bianchi fiori di latte di gallina. C'era un indaffarato movimento di uccelli, gli stessi del bosco vicino al burrone, ed in più cincebigie, picchi muratori, torcicolli, zigoli neri, cardellini, luì piccoli, cardellini, merli, storni e cornacchie.
Strane nubi lenticolari si avvolgevano a spirale nel cielo, come dischi volanti pronti ad invadere la valle. Indifferente alla immaginata invasione, un gheppio ha attraversato il cielo, da est verso ovest, disegnando ghirigori fino a scomparire dietro ad una delle grandi querce.
Sono sceso lungo il sentiero marcato di rosso, fino alla panchina. Mi sono seduto per terra, le gambe verso il calanco, e ho puntato il cannocchiale verso il Pelpi. Nel tondo di cielo c'erano 6 pecchiaioli in migrazione ed un altro rapace più grande, immobile nel vento.
Biaco, con la gola scura e una M chiara nelle grandi ali marroni, un biancone guardava da centinaia di metri d'altezza i prati a monte di Strela. L'ho seguito a lungo, anche quando è sparito dietro la costa di Ca' Cigolara, apparentemente diretto al bosco ai piedi del monte ho aspettato e l'ho visto tornare. È stato più o meno nello stesso posto per oltre mezz'ora. Me ne sono andato io prima di lui.
Scendendo verso il Remolà, sopra la riva coperta di ginestre, doveva esserci una bolla di moscerini, perchè alcune rondini, un balestruccio ed un paio di rondoni sfrecciavano avanti e indietro in pochi metri cubi d'aria, entro invisibili confini che avevano cura di non valicare.
Il Remolà era gonfio d'acqua, e non mi sono bastati due salti per attraversarlo. Sulle rive i piccoli boccioli gialli rivolti all'ingiù della consolida erano prossimi ad aprirsi.
Con buona lena mi sono inerpicato sulla costa di Ca' Segalè, punteggiata di decine e decine di scapi di Orchis purpurea, ancora tutti chiusi. Intorno alle case cantavano un versone, un codirosso, uno storno e, altissima sul prato, una tottavilla.
Alla sbarra (erano le 16) mi ha salutato il canto di un luì bianco.


I prati dei Ghirardi guardando verso Ca' Segalè e la Val Gotra Ghirardi meadows looking to Ca' Segalè and Gotra Valley

Text in English as soon as possible...

22 aprile 2009

Pomeriggio di sole / Sunny afternoon


San Giovanni

Sono sceso nella pineta verso le 16. Il cielo era di un blu dimenticato, dopo le giornate gonfie di pioggia dei giorni scorsi. Il sole brillava alto nel cielo e disegnava ombre piumate passando tra i pini neri. Camminavo goffo come solo un bipede vestito può essere, scivolando nel fango della pista dei cinghiali, inciampando nei pini crollati quest'inverno, impigliandomi nei rami spinosi del biancospino. MI sono infrattato sotto la chioma di un pino nero caduto, e sono restato ad ascoltare. Un rampichino cantava non lontano, e così anche un pettirosso. Invisibile, un picchio rosso maggiore richiamava vicino. Anche i due astori si parlavano a distanza.
Ho sibilitato un pishing sommesso, poi sempre più sonoro. Sono accorsi due fiorrancini, una cinciamora, un pettirosso ed un picchio muratore. Quando ho smesso, sono restati per un poco, perplessi e delusi, poi si sono dileguati.
Nell'erba secca, attaversata da mille rivoli d'acqua, stanno spuntando le foglie della Listera ovata, e furtive si muovono a scatti le lucertole muraiole.
Il vento, che fino a quel momento soffiava sostenuto, facendo dondolare lentamente i pini, in un ipnotico movimento da mal di mare, improvvisamente si è acquietato; il sole istantaneamente ha iniziato a bruciare la pelle, e l'aria tra i pini si è riempita di balsamico profumo. Fringuelli, luì piccoli, luì bianchi, tordele, cinciabigie, capinere, cinciarelle e cuculi hanno iniziato a cantare.
Alle 18 ho attraversato il prato e sono tornato sul crinale; di là, nelle Prebende, 10 daini riposavano sdraiati al sole.


Foglie di roverella Quercus pubescens Downy Oak leaves


I descended into the pine forest around 16. The sky was of a forgotten blue, after days swollen of rain. The sun shone high in the sky, drawing feathered shadows among the black pines. Walking awkwardly as only a dressed biped may be, slipping in the mud of wild boars tracks, stumbling on pines fallen this winter, entangled in the thorny branches of the hawthorn. I hide under the canopy of a fallen black pine, listening out. A short-toed treecreeper sang not far, as well as a robin. Invisible, a great spotted woodpecker called from close. Even the two goshhawks were talking to each other from a distance.
I hissed a pishing, first quietly then more and more aloud. Two firecrests came instantly, then a coal tit, a robin and a nuthatch. When I stopped, they remained for a little, puzzled and disappointed, then they ran away.
In the dry grass, crossed by a thousand rivulets of water, the leaves of theEuropean common twayblade are coming out the ground, and furtively move the wall lizards.
The wind, which until then was blowing steadily, making the pines to rock slowly, in a hypnotic motion of seasickness, it was suddenly quiet, and the sun instantly began to burn the skin and the air among the pines was filled with balsamic scent. Chaffinches, chiff-chaffs, Bonelli's warblers, mistle trushes, marsh tits, blackcaps, blue tits and cuckoos began to sing.
At 6 PM, I crossed the lawn and I went back on the ridge; at the bottom of the Prebende meadow, 10 fallow deers were resting in the sun.

19 aprile 2009

La Giornata delle Oasi WWF / National Day of WWF Reserves


L'escursione guidata / The guided walk

Un giorno di acqua ed erba bagnata. La mattina è iniziata con nebbia fitta, nebbia di nuvole sdraiate al suolo, che si sono sciolte in una pioggia insistente come abbiamo iniziato la prima visita guidata. Non ci siamo allontanati dalla strada del Bosco Bruciato, andando fino al bivio e poi tornando indietro fino alla pineta. Sotto l'acqua il grande Luigi Ghillani ha illustrato al nostro piccolo gruppo di una decina di partecipanti le proprietà di tante piante, alcune fiorite, la maggior parte celate nel prato e nelle siepi, solo foglie tra altre foglie. In fiore c'erano la viola di Reichenbach e la viola riviniana e, sotto le querce, un tappeto di bianchi anemoni trifogliati.
Col passare del tempo la pioggia è scemata, ma anche la temperatura è scesa. Presso il parcheggio, una salamandra attraversava torpida la strada, illusa nella sua colorazione aposematica che nessuna auto la schiacciasse. L'ho messa a lato dell'asfalto. Quattro ore dopo era ancora lì, intirizzita e immobile.
Verso la pineta l'upupa e il picchio rosso minore, come ieri, proclamavano i propri territori.
La giornata è proseguita tranquilla, raccolti nel Centro Visite scaldato dal fuoco nel camino, una cinquantina di persone, adulti e bambini, a guardare immagini di giorni sereni e assolati, di uccelli mammiferi fiori insetti anfibi rettili alberi cespugli paesaggi, a costruire insetti di cartone e carta di uova di Pasqua, a raccontarci progetti sogni speranze per questo luogo magico e nascosto.
Fuori, sul pero in fiore, due cardellini si affaccendavano intorno al nido, mentre tre colombacci scollinavano sopra la pineta nella loro migrazione verso nord.


La salamandra Salamandra salamandra Fire salamander


Giocando nel Centro Visite / Playing in the Visitor Centre

English text coming sooner or later. Sorry for the delay ;-)

18 aprile 2009

Up-up-up / Hoop-hoop-hoop


Boccioli di melo domestico Malus domestica Apple blossoms

Sono arrivato a Pradelle alle 10.30, per sistemare le ultime cose prima della Giornata delle Oasi, domani. Nonostante gli 8°C, non faceva freddo, grazie anche al sole che di quando in quando faceva capolino tra le nubi per scottare la pelle.
Mi ha accolto il canto dell'upupa, up-up-up, up-up-up, dal margine del querceto. Un canto simile a quello del cuculo, ma totalmente diverso come voce, sommessa e piatta quella dell'upupa, sonora, echeggiante quella del cuculo. E di cuculi, in canto ce n'erano due uno verso sud, nella pineta, uno a nord, oltre il parcheggio.
Negli alberi, nelle siepi, nei boschetti fioriti del bianco di peri e ciliegi e del rosa dei boccioli dei meli, intorno al Centro Visite, cantavano in tanti: fringuello, luì piccolo, luì bianco, zigolo nero, verdone, rampichino, torcicollo, picchio verde, tottavilla. Da lontano al grido di una poiana rispondeva il gracchiare di una cornacchia.
Un sordo tambureggiare da oltre la pineta ha colpito il mio orecchio. Un secondo, uguale, rispondeva da vicino al parcheggio. Sono salito alla pineta, fermandomi alla rete di recinzione. Il richiamo giungeva da una quercia al margine del campo del Bosco Bruciato. Ho scrutato a lungo i rami, senza riuscire a vedere l'autore. Ma un sonoro, esplosivo ki-ki-ki-ki-ki mi ha confermato la specie, un picchio rosso minore. Ho fatto un altro passo, per cercare di riuscirlo, e da dietro un piccolo dosso è volata via una upupa. Si è posata su un ramo poco lontano e si è messa a guardarmi. Era pallida, molto diversa da come appare nelle foto. Il piumaggio arancione era opaco, come incipriato, mentre le ali, più che bianche e nere, sembravano antracite e gialle. L'uccello non sembrava intimorito, la cresta sempre abbassata, il lungo becco che ogni tanto si spingeva a rassettare un ala. Poi da dietro è arrivato il canto di un maschio e questa, la femmina, è volata via, su un albero più indietro nel bosco.
Stavo per tornare sui miei passi, quando uno sfarfallio sopra di me mi ha fermato. Ho alzato il binocolo, e inquadrato, sulla cima spoglia di un cerro, un giallo maschio di rigogolo. È rimasto un po' li, e poi se ne è andato.
Alle 12 mi ha telefonato Sandro, per dirmi che aveva appena osservato un'aquila reale nell'Ingegna, al margine orientale dell'Oasi, che si era allontanata verso il Pelpi. Ho guardato in quella direzione col binocolo per un po', ma non l'ho vista, solo qualche cornacchia in volo sulla valle.
Ma dopo un'ora e mezza, quasi, alle 13.20, l'ho vista, scura ed enorme, passare alta davanti a Strela, diretta verso valle. L'ho seguita per qualche secondo, poi, passando dietro una quercia vicina, è svanita, come un nero fantasma.

English text coming sooner or later. Sorry for the delay

16 aprile 2009

Lavorando sotto la pioggia / Working in the rain


Ciliegio Prunus avium Cerry tree

Sono stato al Centro Visite a sistemare il cannicciato dell'osservatorio nel bosco dalle 10.30 alle 13. Il cielo era di piombo, livido verso il Pelpi, e cadeva una pioggerella fine fastidiosa per noi, ma che deve essere una gioia per l'erba, verde e lucente e ogni giorno più alta. I boschi intorno a Pradelle, di castagni e cerri spogli, sono percorsi da un onda bianca di fioritura di ciliegi selvatici, una nebbia candida che aleggia tra gli scheletri grigi.
Per tutto il tempo ha cantato un cuculo dalla pineta; solo quando verso mezzogiorno ha taciuto (per andare a pranzo? Le processionarie non mancano) dal bosco si è fatto strada alle nostre orecchie il canto sommesso di una upupa.

I've been at the visitor center to repair the hide into the wood from 10.30 AM to 1.00 PM. The sky was of lead, livid toward the Mt. Pelpi; itwas falling a drizzle to annoy us, but should have been a joy for the grass, green and shiny and higher as days pass. The woods around Pradelle, of bare chestnut and Turkey oaks, are crossed by a
wave of white flowering wild cherry trees, a snowy mist that overs between the gray skeletons.
A cuckoo sang all the time from the small pine plantation, and only when around noon was silent (to go to lunch? The processionary are aboundant) from the forest the quiet song of a hoopoe rise.